Attestazione un servizio di Spazio Genesi ↗

Cronologia dei miglioramenti

Come evolve il servizio di attestazione. Ogni aggiornamento aggiunge protezioni, corregge problemi o rende l'uso più facile. Apri una versione per i dettagli.

+Il servizio si presenta agli assistenti AI17 agosto 2026
  • Istruzioni scritte per i programmi, non solo per le persone. Un assistente AI a cui chiedi "attesta questo file" trovava finora solo pagine pensate per essere lette da un umano. Ora il servizio pubblica, in indirizzi standard che i programmi sanno dove cercare, le istruzioni per attestare e per verificare: quali passaggi seguire, quali errori sono normali, e cosa il servizio non garantisce.
  • Il passaggio umano resta umano. Le istruzioni dicono a chiare lettere che la verifica anti-bot davanti all'attestazione non è automatizzabile, e perché: un'attestazione creata da una macchina senza che nessuno l'abbia chiesta non proverebbe la stessa cosa. Un programma può preparare tutto, ma il momento in cui l'attestazione nasce passa da una persona.
  • Nessun dato in più, nessun trattamento nuovo. Sono file di descrizione: dicono cosa il servizio fa e dove trovarlo. Non raccolgono nulla e non cambiano in alcun modo come funziona l'attestazione.
  • Le pagine anche in formato testo, per chi le legge con un programma. Un assistente che chiede la pagina iniziale in formato markdown la riceve in markdown, allo stesso indirizzo — chi la apre con un browser continua a vedere il sito normale. La versione testo è generata dalla pagina, non scritta a mano, e un controllo automatico blocca la pubblicazione se le due si allontanano: così non potrà mai descrivere un servizio diverso da quello che offriamo davvero.
  • Tre strumenti utilizzabili direttamente dalla pagina. Se apri il servizio con un browser dotato di assistente AI, quell'assistente può ora usare da sé tre funzioni di sola lettura: leggere lo stato del servizio, controllare se un certificato è autentico e cercare se un'impronta è in archivio. Non c'è alcuno strumento che attesta: quel passaggio resta tuo.
  • Detto anche quello che non abbiamo. Alcuni di questi standard prevedono di dichiarare un sistema di login per programmi che qui non esiste. Invece di descriverne uno finto — che avrebbe fatto sembrare il servizio più completo e avrebbe fatto fallire chi ci si fosse affidato — abbiamo scritto quali pezzi mancano e perché.
+Il servizio parla anche inglese24 luglio 2026
  • Un percorso inglese completo. Home, fasce e condizioni, pagine per sviluppatori (chiave API e strumenti da terminale) e informativa privacy esistono ora anche in inglese, a partire da attestazione.spaziogenesi.org/en. Un selettore in alto a destra passa da una lingua all'altra restando sulla stessa pagina.
  • Nessun cambiamento per chi usa l'italiano. Il sito resta italiano: non c'è alcun rilevamento automatico della lingua né un reindirizzamento: la lingua la scegli tu, e resta quella.
  • Il certificato, nella lingua di chi lo richiede. Chi attesta dal percorso inglese riceve un certificato PDF con il testo in inglese; la pagina pubblica di verifica di un'opera si apre anch'essa in inglese. Impronta, data e firma sono esattamente le stesse: un certificato in inglese e uno in italiano si verificano allo stesso identico modo, la lingua non tocca in alcun modo ciò che è attestato.
  • La privacy in inglese è una traduzione di cortesia. Per chiarezza, sull'informativa inglese è scritto in testa: in caso di dubbio fa fede la versione italiana, l'unica ufficiale.
+Il logo del servizio anche nelle anteprime e nell'icona23 luglio 2026
  • Anteprima social rinnovata. Quando una pagina del servizio viene condivisa (su chat, social, messaggistica) l'immagine di anteprima mostra ora il logo di Attestazione, non più solo il marchio dell'ente.
  • Icona del sito e dell'app. L'icona nella scheda del browser e quella dell'app installata sulla schermata Home riportano ora il logo del servizio.
  • Logo disponibile per chi lo chiede. Il logo è ora scaricabile a un indirizzo stabile (in formato vettoriale e immagine) per chi deve inserirlo altrove — cataloghi, articoli, integrazioni di terzi.
+Il logo del servizio su tutte le pagine23 luglio 2026
  • Una identità coerente ovunque. Il logo di Attestazione — finora presente solo in home — compare ora in cima a tutte le pagine del servizio (condizioni, sviluppatori, privacy, stato, profilo, sicurezza e le altre) e sulle pagine dei certificati verificabili online. Prima molte di queste non avevano alcun segno di riconoscimento.
  • Chiaro chi c'è dietro. Accanto al logo del servizio, un rimando discreto rimanda a Spazio Genesi, l'ente che lo gestisce — due marchi distinti, non confusi.
  • Nessun cambiamento alle funzioni: solo l'intestazione delle pagine.
+Un eseguibile CLI, senza installare nulla23 luglio 2026
  • Niente Node.js richiesto. Chi lavora da terminale o da una pipeline senza Node può ora scaricare sg-attest come programma già pronto per Linux, macOS e Windows — stessi comandi della versione via npx, nessuna installazione.
  • Una pagina dedicata. La nuova pagina Eseguibile CLI spiega quale file scaricare per il proprio sistema, come verificarne l'integrità con i checksum pubblicati a ogni rilascio, e perché comparirà un avviso "editore sconosciuto" al primo avvio (i binari non sono firmati digitalmente: il checksum è la garanzia nel frattempo).
  • npx/npm restano il canale principale, invariato — l'eseguibile è un canale in più, non una sostituzione.
+CLI: un link di verifica corretto22 luglio 2026
  • Il link mostrava una pagina che non esisteva ancora. Il comando sg-attest attest senza l'opzione --pdf stampava sempre il link alla pagina pubblica di verifica, anche quando nulla era stato archiviato (serve un certificato per questo). Ora il link compare solo quando è stato generato davvero — altrimenti una nota spiega come ottenerlo.
  • Corretto nella versione 0.3.2 del pacchetto @spazio-genesi/attest-mcp.
+Attestare dal terminale e dalla catena di build22 luglio 2026
  • Una riga di comando. Chi lavora da terminale può attestare e verificare con sg-attest, senza aprire il browser. L'impronta è calcolata leggendo il file a flusso dal disco: il file non lascia il computer, e qui non c'è alcun limite di dimensione — il tetto di 1 GB del sito è imposto dal browser, non dal servizio.
  • Un'azione pronta per l'integrazione continua. Chi pubblica software può attestare automaticamente i pacchetti di ogni versione rilasciata: l'artefatto non lascia il server di build, ne viaggia solo l'impronta. Ogni file attestato riceve un certificato archiviato, con la sua pagina di verifica permanente che resta valida molto dopo che i registri della build sono spariti.
  • Tutto questo su pagina per sviluppatori; serve una chiave API, gratuita e self-service.
+Un canale dichiarato per segnalare una vulnerabilità21 luglio 2026
  • Una pagina dedicata. La nuova pagina Sicurezza e segnalazioni spiega dove scrivere se trovi un problema di sicurezza, cosa copre, i tempi di risposta e il nostro impegno a non intraprendere azioni legali contro chi fa ricerca in buona fede.
  • Standard riconosciuto. Pubblichiamo anche un file security.txt (RFC 9116) su entrambi i domini del servizio — lo standard che gli strumenti di sicurezza automatici cercano per primo.
  • Nessun cambiamento al servizio: solo un canale in più, dichiarato prima che serva.
+La barra dello stato mostra quanto è durato davvero21 luglio 2026
  • Una tacca, non l'intera giornata. Nella pagina Stato del servizio la barra di un giorno con un intoppo breve resta verde con una piccola tacca colorata, grande quanto è durato il problema: rossa se il servizio non ha risposto, ambra se ha solo rallentato. Un guasto lungo tinge in proporzione più barra — un blackout vero resta ben visibile.
  • La percentuale di funzionamento conta il tempo, non le giornate. Prima un intoppo di pochi minuti costava all'uptime un'intera giornata; ora pesa per quanto è durato davvero.
  • Fino a mezz'ora di precisione, senza inventare nulla. Lo stato viene rilevato ogni 30 minuti: la tacca più piccola rappresenta «fino a circa mezz'ora», mai meno di quanto sappiamo per certo. Le giornate registrate prima di questo cambiamento restano com'erano — non abbiamo dati più fini per riscriverle, e non ce li inventiamo.
+Stato del servizio più chiaro: la durata reale di un disservizio21 luglio 2026
  • Un problema breve non sembra più durato tutto il giorno. Nella pagina «Stato del servizio», la barra di una giornata diventa colorata se in quel giorno c'è stato anche un solo intoppo — prima poteva dare l'impressione di un'interruzione durata l'intera giornata. Ora, aprendo il dettaglio del giorno, un riquadro in evidenza dice cosa è successo davvero: quanti episodi, a che ora, e che negli altri momenti il servizio ha risposto regolarmente.
  • Le etichette non parlano più di «non disponibile» riferito all'intero giorno, ma di «disservizio rilevato»: c'è stato un problema, il cui reale perimetro è nel dettaglio.
  • Nessun cambiamento al servizio: solo come viene raccontato il suo stato.
+Il logo, accanto al titolo21 luglio 2026
  • Il nuovo logo dell'associazione, in home. L'icona nata dal contest tra gli associati compare ora accanto al titolo della pagina, nei due colori già usati in tutto il sito — oro per la cornice, inchiostro per il cerchio centrale.
  • Nessun cambiamento di funzioni: solo l'intestazione.
+Abbonati e convenzioni, riconosciuti ovunque19 luglio 2026
  • La tua fascia, sempre visibile. Chi accede con la propria email vede ora la propria fascia effettiva — Convenzione con l'ente, Professionale, Base — sia nel risultato dell'attestazione in home sia nella pagina del profilo.
  • Il profilo riconosce le convenzioni. Chi è coperto da una convenzione non si vede più proporre un abbonamento di cui non ha bisogno: la pagina mostra direttamente la copertura in corso.
  • Un avviso onesto sulla quota Professionale. Se il monte mensile di 200 attestazioni è esaurito, l'attestazione esce comunque — nella fascia gratuita di base — e te lo diciamo chiaramente nel risultato.
  • Footer e testi aggiornati. Il footer di tutte le pagine ha ora il collegamento diretto alla fascia Professionale; i testi per sviluppatori riflettono le strade disponibili per la produzione.
+Un solo indirizzo per tutto il servizio19 luglio 2026
  • Meno indirizzi da ricordare. Documentazione API, vetrina Integrazioni, chiave API sviluppatori e Area professionale — prima su un dominio tecnico separato — vivono ora tutte qui, su attestazione.spaziogenesi.org. I vecchi indirizzi continuano a funzionare (reindirizzano automaticamente): nessuna azione richiesta, nessun link da aggiornare.
  • La chiave API, ancora più protetta. Quando la ricevi, non passa più per una pagina generata dal nostro server: viaggia solo nella parte dell'indirizzo che il browser non invia mai a nessun server, esattamente come già succede per l'accesso con la tua email istituzionale.
  • Nessun cambiamento alle funzioni: stesse garanzie, stesse quote, stesso motore.
+Vetrina Integrazioni: le app che usano l'attestazione18 luglio 2026
  • Una vetrina pubblica. Chi ha costruito un'app, un bot o un servizio che integra l'attestazione può candidarlo alla vetrina Integrazioni dal proprio profilo: nome, link e descrizione diventano pubblici solo dopo una verifica del gestore, mai in automatico.
  • Due modelli di produzione, spiegati prima di scegliere. La pagina per sviluppatori mette a confronto chi porta la propria identità (abbonamento o convenzione dell'utente finale) e chi ha una convenzione software house con un pool dedicato per i propri clienti — così si sceglie con i numeri sott'occhio, non a metà integrazione.
  • Un badge da esporre. Le integrazioni pubblicate hanno uno snippet HTML/Markdown pronto da copiare dal profilo, come per il badge "Opera attestata".
+Professionale in promozione: 20 € l'anno fino a fine 202618 luglio 2026
  • Il prezzo, in chiaro. La fascia Professionale costa 20 € l'anno per chi la sottoscrive entro il 31 dicembre 2026 (listino 24 €). Il prezzo effettivo è sempre mostrato prima del pagamento, e al rinnovo si applica il listino in vigore in quel momento — nessuna sorpresa.
  • Una pagina dedicata. Cosa include, come si attiva, perché il certificato vale: tutto su attestazione.spaziogenesi.org/professionale.
  • Uno sguardo avanti. Stiamo lavorando al sigillo elettronico qualificato eIDAS del nostro ente: quando sarà attivo, i certificati emessi con un abbonamento in corso saranno firmati con quel sigillo, automaticamente e senza costi aggiuntivi.
+La fascia Professionale è attiva18 luglio 2026
  • Un abbonamento annuale leggero per chi attesta con continuità. 200 attestazioni al mese e custodia del certificato garantita per almeno 5 anni, senza account e senza password: la tua email verificata è la tua identità, esattamente come per le convenzioni con accademie ed enti. Attivalo dalla nuova pagina del tuo profilo.
  • Il profilo, sempre aggiornato. Stato e scadenza dell'abbonamento, log delle ricariche, consumo del mese, e l'archivio di tutti i tuoi certificati con il canale con cui li hai prodotti (sito, API, MCP, bot Telegram) — nessun riepilogo da chiedere via email, è sempre lì.
  • Cessazione a tuo favore. Se cessi l'abbonamento (dal portale di gestione, un click), resti coperto fino alla scadenza già pagata: nessuna perdita del periodo che hai versato. Da lì in poi le nuove attestazioni tornano semplicemente alla fascia gratuita di base — il servizio non si nega mai.
  • Anche per chi sviluppa. Se hai una chiave API per costruire un'integrazione, il tuo profilo lo dice chiaramente: quella fascia serve a costruire e testare, non per la produzione — trovi lì il percorso per passare a Professionale quando il tuo progetto è pronto.
  • Dettagli completi su Fasce e condizioni.
+Server MCP remoto — zero installazione12 luglio 2026
  • Attesta dal tuo agente AI senza installare nulla. Accanto al pacchetto locale @spazio-genesi/attest-mcp, ora c'è anche un server MCP remoto: basta aggiungere un URL come connettore (claude.ai, Claude Code e altri client MCP) e i tool sono subito disponibili — nessuna installazione, nessuna configurazione.
  • Nessun upload, mai. L'agente calcola l'impronta SHA-256 eseguendo codice in locale e passa solo quella: il file non transita né dal client né dai nostri server — un livello di privacy pari (anzi superiore, perché non tocca nemmeno il nostro Worker) a quello del sito.
  • Trasparenza sulle credenziali. La nuova pagina Per sviluppatori e partner spiega chiaramente dove funziona la tua chiave API e dove invece conta solo un'autorizzazione temporanea in sessione (su claude.ai, che non supporta header personalizzati) — da sapere prima di scegliere il client, non a integrazione avviata.
  • Codice sorgente pubblico su GitHub (MIT).
+Attesta con la tua email istituzionale12 luglio 2026
  • Le convenzioni ora si usano anche dal sito, non solo via API. Se la tua accademia o il tuo ente ha una convenzione con Spazio Genesi, nella scheda Attesta trovi il link "Hai una convenzione? Accedi con la tua email istituzionale": un accesso one-shot con Google, Microsoft o LinkedIn (nessuna password, nessun account) riconosce automaticamente le tue attestazioni.
  • Niente cookie, niente sessione. Al termine dell'accesso resti riconosciuto solo per questa scheda del browser aperta: chiudila, o premi "Esci", e non resta nulla. L'opera continua a non lasciare mai il tuo dispositivo — l'accesso riguarda solo chi sta attestando, non il file.
  • Mai un blocco. Se il monte mensile della convenzione o il tuo limite personale sono esauriti, l'attestazione viene generata comunque, nella fascia gratuita di base — te lo diciamo chiaramente nel risultato, vedi Fasce e condizioni.
  • Niente cambia per chi non ha una convenzione. Il percorso anonimo dalla home resta il default, identico a prima.
+Le fasce di utilizzo, in chiaro12 luglio 2026
  • Una pagina che raccoglie le regole in un posto solo. La nuova pagina Fasce e condizioni spiega quote, identità richiesta e garanzia di custodia del certificato per i diversi modi di usare il servizio — dall'uso gratuito e anonimo dalla home alle chiavi API per sviluppatori, fino alle convenzioni con accademie ed enti.
  • Nessun cambiamento alle regole esistenti. È un chiarimento di ciò che vale già oggi, non una restrizione: l'uso gratuito e anonimo dalla home resta esattamente com'è, senza quote nominali.
+LinkedIn tra i modi per confermare la tua email12 luglio 2026
  • Un accesso in più per la chiave API. Chi richiede una chiave dedicata dalla pagina Sviluppatori può ora confermare la propria email anche con LinkedIn, oltre a Google e Microsoft — stesse condizioni, stesso "accedi con" senza registrazione, stesse 50 attestazioni al mese.
  • Niente cambia per chi usa il sito. Riguarda solo chi richiede una chiave API; l'attestazione dal sito resta esattamente come prima, senza alcun dato personale trattato.
+Un bot Telegram per attestare e verificare11 luglio 2026
  • Attesta e verifica direttamente in chat. Il bot @SGAttestBot attesta un file inviato in chat, verifica un'impronta o un certificato PDF, recupera un certificato smarrito e mostra lo stato dei servizi — stesso motore del sito, stessa firma di sicurezza.
  • Canale di comodità, non a privacy totale. A differenza del sito — dove il file non lascia mai il tuo dispositivo — qui il file che invii transita per Telegram e per il nostro server: l'impronta si calcola subito e i byte vengono scartati, non li salviamo mai. Il bot lo dichiara prima di scaricare qualunque file. Per la privacy assoluta, il sito resta il canale di riferimento.
  • Niente cambia per chi usa il sito. È una porta in più per chi vive già dentro Telegram, non una modifica al percorso che già conosci.
+Chiavi API self-service con verifica email10 luglio 2026
  • Chiave immediata, senza attendere una risposta email. Chi vuole integrare l'attestazione via API può ora ottenere una chiave dedicata in autonomia, confermando la propria email con Google o Microsoft (un semplice "accedi con", non una registrazione) — 50 attestazioni al mese, revocabile in qualsiasi momento. La strada precedente, scrivere via email per una chiave manuale, resta per volumi più alti o convenzioni.
  • Nessuna password nostra. Confermiamo solo che l'email è verificata dal provider scelto: non conserviamo il tuo accesso Google o Microsoft, solo l'email, il provider e la data della richiesta — per emettere la chiave e moderarne l'uso. Dettagli nell'informativa privacy.
  • Niente cambia per chi usa il sito. Riguarda solo chi richiede una chiave API dalla pagina Sviluppatori; l'attestazione dal sito resta esattamente come prima, senza alcun dato personale trattato.
+Ottimizzazione per i motori di ricerca10 luglio 2026
  • Più facile da trovare. Titoli e descrizioni delle pagine più chiari nei risultati di ricerca; anteprime social (immagine, titolo, descrizione) anche per Cronologia, Stato del servizio e Sviluppatori, prima assenti.
  • Dati strutturati. La homepage dichiara ora esplicitamente a Google e agli altri motori cos'è il servizio, come si usa in tre passi e le domande più frequenti sulle garanzie (privacy, marca temporale, ancoraggio Bitcoin) — nessun cambiamento visibile per chi visita il sito.
  • Mappa del sito aggiornata. Le pagine Cronologia, Stato del servizio e Sviluppatori, aggiunte nei mesi scorsi, ora comparivano nel sito ma non nella mappa che segnala i contenuti ai motori di ricerca.
+Versione 1.16.4 — Un angolo per chi programma10 luglio 2026
  • Nuova pagina "Per sviluppatori e partner". Un link "Sviluppatori" nel footer porta alla documentazione dell'API (Swagger interattiva e contratto OpenAPI), al server MCP per assistenti e agenti AI, e spiega come ottenere un accesso — autorizzazione al volo o chiave dedicata per integrazioni continuative.
  • Footer riorganizzato su tutte le pagine. Da un'unica riga di link a colonne ordinate (Servizio, Fiducia, Sviluppatori), più leggibili e uniformi su ogni pagina del sito — incluse Cronologia, Stato del servizio e Privacy.
+Attestazione anche per assistenti e agenti AI10 luglio 2026
  • Non solo dal sito. Anche un assistente o un agente AI può ora attestare e verificare opere per te, con la stessa impronta calcolata in locale e la stessa privacy totale — il file non transita comunque sui nostri server.
  • Tu resti al comando. La prima volta, un'app o un agente ti chiede di autorizzarla: apri un link, confermi con la stessa verifica anti-bot del sito, e da quel momento può attestare per te per 24 ore. Nessuna registrazione, nessuna password permanente.
  • Niente cambia per chi usa il sito. Questa è una porta in più, non una modifica al percorso che già conosci.
+Versione 1.16.3 — Il punteggio di fiducia, a colpo d'occhio9 luglio 2026
  • Badge accanto a "Come verificarci". Un piccolo distintivo mostra il punteggio di maturità del Trust Center, calcolato pubblicamente dal registro — non è un voto di marketing, ed è chiaro quanti indicatori su dieci sono già misurabili oggi.
+Versione 1.16.2 — Un link per chi vuole verificare tutto9 luglio 2026
  • "Come verificarci" nel footer. Un nuovo link porta al Trust Center: un registro pubblico di principi, controlli, rischi e decisioni con cui dimostriamo — non solo dichiariamo — perché questo servizio merita fiducia.
+Versione 1.16.1 — Un promemoria per chi usa lo smartphone2 luglio 2026
  • Suggerimento discreto sull'app. Su smartphone, in apertura di pagina, un piccolo avviso ricorda che il servizio si può installare come app (vedi sotto "Installabile come app"). Scompare da solo se l'hai già installata.
+Versione 1.16 — Un nuovo volto: più chiara, più accessibile2 luglio 2026
  • Pagina riorganizzata. Nuova apertura con il nome del servizio in evidenza, i vantaggi in linguaggio semplice e le tre sezioni — Attesta, Verifica, Come funziona — in una barra sempre visibile mentre scorri, navigabile anche da tastiera.
  • "L'impronta, dal vivo". Un piccolo esperimento nella pagina: scrivi una frase e guardi la sua impronta SHA-256 cambiare in tempo reale, calcolata nel tuo browser. Per capire in tre secondi cosa fa il servizio (su smartphone è ripiegato, per lasciare spazio all'azione).
  • Parole più oneste. Non diciamo più "carica il file": non c'è nessun caricamento, il file non lascia il tuo dispositivo. Ora la pagina dice "scegli", "trascina", "apri" — i gesti che fai davvero.
  • Più accessibile. Contrasti dei testi a norma (WCAG AA), contorno visibile per chi naviga da tastiera, etichette per i lettori di schermo, animazioni disattivate per chi le riduce nel sistema.
  • Nulla cambia sotto il cofano. Motore, garanzie e certificati sono identici: è la stessa attestazione, presentata meglio.
+Installabile come app — l'attestazione sulla tua home screen2 luglio 2026
  • Aggiungila al telefono come un'app. Il servizio è ora una Progressive Web App: su Android, Chrome propone "Installa app" (o menu → "Aggiungi a schermata Home"); su iPhone, da Safari tocca Condividi → "Aggiungi alla schermata Home". Si apre a schermo intero, con la sua icona, come un'app nativa.
  • Niente app store, niente aggiornamenti da scaricare. È sempre la stessa pagina web servita dal nostro sito: ogni miglioramento arriva a tutti all'istante, senza installare nulla. E la privacy resta totale — l'impronta si calcola sul tuo dispositivo, il file non lo lascia mai.
+Versione 1.15 — Full privacy: il file non lascia mai il tuo dispositivo1 luglio 2026
  • L'impronta si calcola nel tuo browser. Da questa versione l'impronta SHA-256 dell'opera viene calcolata direttamente sul tuo dispositivo (tecnologia WebCrypto, standard del web): il file non viene più inviato ai nostri server, né per l'attestazione né per la verifica. A noi arriva solo il codice di 64 caratteri, dal quale l'opera non è ricostruibile.
  • Nessuna garanzia in meno. Data e firma di sicurezza continuano a nascere sui nostri server (impossibile retrodatare), e restano invariati marca temporale, ancoraggio in Bitcoin e certificato PDF. Cambia solo dove si calcola l'impronta: sul tuo dispositivo invece che sul nostro.
  • Limite di dimensione 10 volte più alto. Senza il trasferimento del file, il tetto passa da 100 MB a 1 GB — e l'attestazione è istantanea anche con connessioni lente, perché non c'è nulla da caricare.
  • Verifica anche offline dal server. Il confronto tra file e impronta avviene in locale: funziona persino se il nostro motore è momentaneamente irraggiungibile (al server si chiede solo la verifica della firma di sicurezza).
  • Informativa privacy aggiornata per riflettere il nuovo principio: l'opera non lascia il tuo dispositivo.
+Versione 1.14 — Ancoraggio Bitcoin più robusto25 giugno 2026
  • Quattro calendar invece di due. Dopo aver osservato rallentamenti ripetuti sull'ancoraggio in Bitcoin, abbiamo aggiunto due ulteriori server pubblici OpenTimestamps (da 2 a 4: Alice, Bob, Finney, Catallaxy). La prova di esistenza è valida basta che uno risponda: più server significa meno rischio di mancata registrazione in caso di temporanea irraggiungibilità.
  • Verifica più onesta della disponibilità. Il controllo che alimenta l'indicatore di stato ora misura il tempo del primo server a rispondere, non del più lento. Un singolo calendar rallentato non genera più falsi "degrado" nella pagina di stato: il sistema funziona finché funziona almeno uno.
+Versione 1.13 — Certificato verificabile online25 giugno 2026
  • Ogni opera ha un suo indirizzo web permanente. Oltre al PDF, l'attestazione è ora anche una pagina pubblica e stabile — del tipo attestazione.spaziogenesi.org/c/<impronta> — che chiunque può aprire per vedere a colpo d'occhio impronta, data, algoritmo, ancoraggio in Bitcoin e un QR code. Un link da mettere accanto all'opera o da condividere.
  • Il QR del certificato porta lì. Scansionando il QR del PDF si apre direttamente questa pagina, da cui — con un pulsante — si passa alla verifica caricando il file originale.
  • Link pronto da condividere. Dopo aver scaricato il certificato, l'interfaccia ti mostra l'indirizzo permanente con un pulsante "Copia il link".
  • Visibile solo a chi ha l'impronta. Come per il recupero del certificato, la pagina esiste solo per chi conosce l'impronta dell'opera: non è un elenco pubblico delle opere attestate.
+Versione 1.12 — Esplora il dettaglio di ogni giornata18 giugno 2026
  • Clicca un giorno, vedi cosa è successo. Nella pagina di stato ora puoi cliccare la barra di una giornata e aprirne il dettaglio: oltre all'esito complessivo, compaiono i singoli eventi registrati (ora, componente, tempo di risposta).
  • Anche i rallentamenti "leggeri". Vengono mostrati pure i rallentamenti che non hanno interrotto il servizio (giornata "verde"): aiutano a capire cosa si può migliorare. Una giornata senza eventi è segnalata come regolare.
+Versione 1.11 — Pagina di stato pubblica15 giugno 2026
  • Stato del servizio sempre consultabile. Una pagina di stato pubblica mostra lo stato attuale e lo storico degli ultimi 90 giorni di ogni componente (generazione, firma, archivio, ancoraggio blockchain), con percentuale di disponibilità.
  • Monitoraggio continuo. Il servizio si controlla da solo a intervalli regolari: in caso di disservizio l'interfaccia degrada con grazia (resta disponibile ciò che non dipende dal componente in panne) e il team viene avvisato automaticamente per intervenire.
+Versione 1.10 — Stato dei servizi in tempo reale e dati in Europa13 giugno 2026
  • Indicatore di stato. L'interfaccia controlla in tempo reale i componenti del servizio: se qualcosa è temporaneamente non disponibile te lo segnala e ti propone l'alternativa (es. scaricare il .txt mentre la firma del PDF è in manutenzione).
  • Dati archiviati in Europa. Certificati e prove sono conservati su infrastruttura con residenza dei dati nell'Unione Europea (GDPR). L'opera in sé, come sempre, non viene conservata.
  • Analitica senza cookie. Le statistiche di visita sono anonime e senza cookie: nessun banner, nessun tracciamento personale.
+Versione 1.9 — Verifica in un gesto, recupero e badge13 giugno 2026
  • Verifica trascinando il certificato. Chi riceve un certificato lo controlla in pochi secondi: trascina il file dell'opera e il certificato PDF e il servizio legge da solo impronta, firma e dati dichiarati, con un esito a semaforo — l'opera corrisponde? il certificato è autentico? la data è ancorata in Bitcoin? Niente più codici di 64 caratteri da ricopiare; il PDF è letto nel tuo browser.
  • Smaschera i certificati falsi. Ora la verifica controlla anche la firma di sicurezza e la data: un certificato contraffatto o con una data inventata viene riconosciuto come non valido.
  • Recupero del certificato smarrito. Hai perso il PDF? Carica di nuovo il file (l'impronta si calcola nel tuo browser) o inserisci l'impronta, e riscarica dal nostro archivio il certificato firmato, identico all'originale.
  • Badge "Opera attestata". Dopo l'attestazione copi un distintivo da incorporare nel tuo sito o profilo (HTML o Markdown): mostra che l'opera è attestata e porta alla verifica. Resta verde solo finché l'opera è nei nostri archivi: non è falsificabile.
+Codice aperto — il servizio diventa open source12 giugno 2026
  • Cosa significa "open source". Il codice che fa funzionare il servizio — interfaccia, motore che calcola le impronte e firmatario dei PDF — è pubblicato integralmente: chiunque può leggerlo e verificare che faccia esattamente ciò che dichiara.
  • Dove si trova. Su GitHub con licenze riconosciute: imgauth (motore, AGPL-3.0), imgauthweb (interfaccia, MIT), autart-signer (firma, AGPL-3.0).
  • La sicurezza non dipende dal segreto del codice. Le chiavi crittografiche non sono nel codice pubblicato: vivono solo sui nostri server. Pubblicarlo non indebolisce nulla.
+Versione 1.7 — Ancoraggio blockchain e data certificata11 giugno 2026
  • La tua opera è ancorata in Bitcoin. Quando generi il certificato, l'impronta viene registrata nella blockchain di Bitcoin tramite il protocollo aperto OpenTimestamps. Nessuno — nemmeno noi — può retrodatarla o cancellarla.
  • Come si verifica. Col PDF scarichi una prova .ots: su opentimestamps.org trascini .ots e l'opera e ottieni "Bitcoin attests data existed as of…". La conferma matura in poche ore.
  • Data certificata da terza parte. La firma del PDF include una marca temporale di autorità riconosciuta da Adobe (DigiCert): in Acrobat la data risulta attestata da terza parte indipendente.
  • Tre garanzie indipendenti. Firma del server, marca temporale riconosciuta e registrazione in Bitcoin: per falsificare una data bisognerebbe comprometterle tutte e tre.
+Versione 1.6 — Titolo, autore e dati dell'opera11 giugno 2026
  • Dati dell'opera sul certificato. Puoi indicare titolo, autore o pseudonimo, anno e una nota: compaiono sul certificato accanto all'impronta. Sono facoltativi.
  • Protetti contro le modifiche. I dati dichiarati sono "sigillati" nella firma: dopo l'emissione nessuno può cambiarli, e la verifica smaschererebbe un'alterazione.
  • Certificato PDF più completo. In fondo c'è una sezione "Dettagli tecnici" con firma di sicurezza e versione del servizio.
+Versione 1.5 — Verifica più semplice10 giugno 2026
  • Link di verifica nel certificato. Il PDF contiene il link diretto alla verifica con l'impronta già compilata: basta cliccare o scansionare il QR.
  • Protezione anti-bot rafforzata. Il controllo "sei una persona reale" avviene prima di creare l'attestazione.
+Versione 1.4 — Protezione anti-bot10 giugno 2026
  • Controllo automatico che tu sia umano. Un controllo prima di scaricare il certificato evita che il servizio sia usato da programmi automatici per generare attestazioni false.
+Versione 1.3 — Protezione contro abusi10 giugno 2026
  • Limite di velocità per IP. Il servizio limita quanti certificati la stessa persona può generare in un minuto, a difesa da attacchi automatici.
+Versione 1.2 — Firma di sicurezza10 giugno 2026
  • Impossibile falsificare il certificato. Ogni attestazione è firmata crittograficamente dal server: modificare hash, data o altri dati invaliderebbe la firma.
+Versione 1.1 — Versioni visibili e file di qualsiasi tipo10 giugno 2026
  • Versioni sempre visibili. Nel certificato leggi quale versione di interfaccia e motore è stata usata.
  • File di qualsiasi formato. Non solo immagini: video, audio, documenti, archivi, modelli 3D, fino a 100 MB.
+Versione 1.0 — Lancio in produzione10 giugno 2026
  • Impronta digitale SHA-256. Carichi un file, il servizio calcola l'hash univoco e lo associa a data e ora (UTC): prova che quel file esisteva in quel momento.
  • Certificato PDF e verifica. Scarichi l'attestazione in testo o PDF firmato; in ogni momento ricarichi il file e verifichi che l'hash corrisponda.
  • QR code nel certificato. Un QR rimanda alla pagina di verifica: chiunque riceva il certificato può controllarlo.
Come leggi questo changelog? In alto i miglioramenti più recenti, in basso gli elementi di base. Ogni versione mantiene le funzionalità delle precedenti, aggiungendo novità o protezioni.